Disaster Movie, la recensione in anteprima

Scritto il 8 ottobre 2008 @ 14:27 da Gabriele Niola in

La quintessenza del cinema da non andare a vedere, il punto di riferimento verso il basso. 90 minuti uguali a se stessi e ai film precedenti nei quali non c’è niente. Nemmeno la volontà di fare del trash.

Disaster Movie Poster ItaliaRegia: Jason Friedberg, Aaron Seltzer
Cast: Carmen Electra, Vanessa Minnillo
Durata: 90 minuti
Anno: 2008

La verità è che certi film non andrebbero recensiti, come non si recensiscono certi libri. Che senso ha fare la recensione del libro di barzellette di Totti? E che senso ha parlare sul serio di Disaster Movie o di qualsiasi film di Jason Friedberg e Aaron Seltzer? Il loro pubblico non è quello del cinema, non può esserlo, non sono fatti per loro questi film, che senso ha allora recensirli e dire che non fanno ridere e che sono stupidi e girati male? Sono cose che già sappiamo e che ci aspettiamo.

Ma se i nostri cinepanettoni tentano un’operazione puramente economica che lascia soddisfatto un target molto preciso, viene da chiedersi chi rimanga soddisfatto da tali film. Si tratta di una serie di instant movies che invecchiano nell’arco di una settimana e inseriscono in una sequenza che non ha coerenza riferimenti vaghi all’attualità popolare. Mettono in scena persone mascherate in modo da ricordare figure note e gli tirano delle torte in faccia o gli fanno sbattere la testa nei casi più nobili, oppure nei casi più frequenti li fanno ruttare.

Ma chi può cogliere così tanti riferimenti? Solo in Disaster Movie ci saranno circa una 50ina di richiami diversi tra cinema, televisione e musica. Chi ha visto tanti film tra gli spettatori di Disaster Movie?
Il punto è proprio che in fondo non è necessario averli visti perchè non c’è una reale parodia solo un riferimento ad immagini note. Tutte le scene che riguardano i film richiamano a sequenze dei trailer non a sequenze o parti del film, non tirano in ballo la psicologia dei personaggi ma solo quello che gli si vede fare. Solo l’immagine e lo stereotipo inserito nell’opinione collettiva. In alcuni casi sono scimmiottati anche film che all’epoca della scrittura (!!) e della lavorazione del film non erano nemmeno usciti come Love Guru, Hancock o Zohan. A testimonianza che davvero non è necessario averli visti, basta il trailer tanto ci interessa solo che una persona vestita da Hancock faccia un rutto. E se la scrittura originale non basta c’è sempre l’adattamento italiano a peggiorare ciò che sembra già stare sul fondo del barile con i soliti dialetti e le piccole aggiunte per nulla divertenti.

Friedberg e Seltzer spargono nei cinema del mondo (si ho detto “mondo”) ben due di queste porcate immonde ogni anno, li girano a budget ridottissimo e senza nessuna cura. Ma non si tratta di mancanza di professionalità, è proprio che non gli interessa avere location particolari o scene girate con accuratezza. Non serve.

E la cosa peggiore, il sospetto più amaro che viene avendo la sciagurata sfortuna di essere rinchiusi in un qualsiasi luogo davanti a Disaster Movie, è che nessuno che lavora nell’industria del cinema possa trovare effettivamente divertenti queste cose. Viene il sospetto che simili sceneggiature (!!) siano scritte ad arte per essere così idiote, che si tratti di un’operazione studiata per consolare un pubblico che è il più basso tra quello raccimolabile in televisione (la provenienza televisiva la si intuisce dalla tipologia dei riferimenti), fornendo un’alternativa cinematografica (o in DVD) anche per loro. Un film nel quale è ripetutamente presa in giro e disprezzata con poco umorismo e molto livore la persona vestita come la protagonista di Juno perchè parla in maniera “eccessivamente artificiosa”. Un film per consolare chi si sente escluso da un cinema minimamente migliore o che quantomeno ci prova ad esserlo. Per chi non vuole nemmeno provarci ad allargare lo sguardo.

Io a vedere un altro film di questa serie non ci torno. Perchè certi film non andrebbero recensiti. Non serve davvero.

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