Regia: Steven Spielberg
Cast: Harrison Ford, Karen Allen, Cate Blanchett, Shia LaBeouf, John Hurt, Ray Winstone, Jim Broadbent
Durata: 125 minuti
Anno: 2008
Indiana Jones c’è e non è vecchio, è esperto.
Fare spoilering su questo film sarebbe facilissimo, tali e tanti sono i colpi di scena e le trovate tenute abilmente segrete (per quanto è possibile) dal team creativo.
Ma la cosa importante è un’altra, cioè il cinema di Spielberg. Quell’incredibile misto di grandissima tecnica e grandissimi virtuosismi applicati nella maniera più invisibile possibile, tutto a favore del racconto. E una volta tanto (anche se in Spielberg è sempre vero) non è solo una frase detta in un’intervista ma la verità.
Indiana Jones è invecchiato, non lo chiamano quasi più Indiana ma Henry e tutto il film nonostante la tanta azione ha un tono più anziano. Gli altri Indiana Jones potevano essere paragonati ad un ragazzo per l’irruenza, la beffarda arroganza, per il divertimento, l’ironia e la spericolatezza. Questo quarto film nonostante il forte ritmo invece è più paragonabile ad un anziano più ponderato, più divertito e didascalico, più amaro da certi punti di vista e decisamente meno scavezzacollo.
Certo qualche caduta di stile c’è, non è un film totalmente inattaccabile. Spesso si passa quel confine tra l’improbabile e il palesemente fasullo che in precedenza non era mai sorpassato (Shia LaBoeuf che si lancia di liana in liana come Tarzan!), un doppiaggio da cani, qualche trasparenza fatta abbastanza male e un finale da reparto geriatrico.
Ma c’è anche Cate Blanchett, miglior cattivo mai visto rivaleggiare con Indiana (anche se ha avuto una vittoria facile data la pochezza degli altri rivali).
Alla fine però ciò che rende grande cinema ogni episodio di Indiana Jones e anche quest’ultimo è il modo raffinatissimo in cui la trama è raccontata. Non si tratta solo di cinema d’azione ma è vera avventura, colma di richiami alla tradizione del genere. E se per i vecchi episodi il riferimento principale erano i fumetti e il cinema degli anni ’30, ora essendo tutto ambientato nel 1957 è la letteratura e la cultura pop degli anni ’50.
Era tanto tempo che non vedevo scene d’azione così belle. C’è un forsennato inseguimento tra camion e macchine per il possesso del teschio che è un vero inno al cinema, incredibile per come è pianificato. Fateci attenzione se non l’avete ancora visto, si tratta di una vera opera di ingegneria per come è accuratamente diretto e progettato, cambi di fronte, sorprese, duelli di pugni, armi e spada, macchine in corsa, ostacoli e continui sbalzi, tutto con un ritmo e una credibilità mostruosa. Ma questo è Spielberg e lo qui lo si va ripetendo da tanto..
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Leggo” Ma c’è anche Cate Blanchett, miglior cattivo mai visto rivaleggiare con Indiana (anche se ha avuto una vittoria facile data la pochezza degli altri rivali)”: questa affermazione è piuttosto stravagante. Il personaggio di Cate Blanchett in confronto ai nazisti è un angioletto! Lei è buona solo ad uccidere formiche e non riesce a far crescere dentro lo spettatore nessuna emozione. Mi sembra che questa recenzione sia fin troppo positiva. Il film è carino, ma da Indiana Jones personalmente mi sarei aspettato ben altro: non dico salti mortali (il tempo passa, questo è un dato di fatto) , ma trabocchetti e uso di ingegno, caratteristiche fondamentali in un film di questo tipo, che invece si limita a copiare (paradossale!) altre pellicole come La Mummia, I pirati dei Caraibi, Stargate… Secondo me è un’occasione persa.
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[...] Indy’s Week qui su ScrenWEEK ed oggi si è arricchita di due importantissimi tasselli: la recensione in anteprima fatta da Gabriele e la possibilità di portarsi a casa la frusta o il cappellino del mitico Indiana [...]
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[...] la recensione in anteprimae lo speciale contest con in palio due magnifici regali, ecco che oggi arrivano nuove foto, una [...]
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[...] una cosa che Spielberg ha ripetuto fino allo sfinimento a partire dal primo giorno di riprese di Indiana Jones e Il Regno Del Teschio di Cristallo è che il film lo gira per i fan, a sottolineare come molto probabilmente lui non [...]
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[...] nostro parere, più che positivo, ve l’abbiamo già fatto sapere, con la nostra recensione in anteprima. Ma il resto della rete, gli altri organi d’informazione cinematografica, come [...]
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