Indiana Jones E Il Regno Del Teschio di Cristallo, la recensione in anteprima

Scritto il 20 maggio 2008 @ 11:23 da Gabriele Niola in

Ritorna Indiana Jones più maturo, con un film pieno d’azione come non se ne vedeva da anni e capace di rispolverare le vecchie atmosfere…

Regia: Steven Spielberg
Cast: Harrison Ford, Karen Allen, Cate Blanchett, Shia LaBeouf, John Hurt, Ray Winstone, Jim Broadbent
Durata: 125 minuti
Anno: 2008

Indiana Jones c’è e non è vecchio, è esperto.
Fare spoilering su questo film sarebbe facilissimo, tali e tanti sono i colpi di scena e le trovate tenute abilmente segrete (per quanto è possibile) dal team creativo.
Ma la cosa importante è un’altra, cioè il cinema di Spielberg. Quell’incredibile misto di grandissima tecnica e grandissimi virtuosismi applicati nella maniera più invisibile possibile, tutto a favore del racconto. E una volta tanto (anche se in Spielberg è sempre vero) non è solo una frase detta in un’intervista ma la verità.

Indiana Jones è invecchiato, non lo chiamano quasi più Indiana ma Henry e tutto il film nonostante la tanta azione ha un tono più anziano. Gli altri Indiana Jones potevano essere paragonati ad un ragazzo per l’irruenza, la beffarda arroganza, per il divertimento, l’ironia e la spericolatezza. Questo quarto film nonostante il forte ritmo invece è più paragonabile ad un anziano più ponderato, più divertito e didascalico, più amaro da certi punti di vista e decisamente meno scavezzacollo.

Certo qualche caduta di stile c’è, non è un film totalmente inattaccabile. Spesso si passa quel confine tra l’improbabile e il palesemente fasullo che in precedenza non era mai sorpassato (Shia LaBoeuf che si lancia di liana in liana come Tarzan!), un doppiaggio da cani, qualche trasparenza fatta abbastanza male e un finale da reparto geriatrico.
Ma c’è anche Cate Blanchett, miglior cattivo mai visto rivaleggiare con Indiana (anche se ha avuto una vittoria facile data la pochezza degli altri rivali).

Alla fine però ciò che rende grande cinema ogni episodio di Indiana Jones e anche quest’ultimo è il modo raffinatissimo in cui la trama è raccontata. Non si tratta solo di cinema d’azione ma è vera avventura, colma di richiami alla tradizione del genere. E se per i vecchi episodi il riferimento principale erano i fumetti e il cinema degli anni ’30, ora essendo tutto ambientato nel 1957 è la letteratura e la cultura pop degli anni ’50.

Era tanto tempo che non vedevo scene d’azione così belle. C’è un forsennato inseguimento tra camion e macchine per il possesso del teschio che è un vero inno al cinema, incredibile per come è pianificato. Fateci attenzione se non l’avete ancora visto, si tratta di una vera opera di ingegneria per come è accuratamente diretto e progettato, cambi di fronte, sorprese, duelli di pugni, armi e spada, macchine in corsa, ostacoli e continui sbalzi, tutto con un ritmo e una credibilità mostruosa. Ma questo è Spielberg e lo qui lo si va ripetendo da tanto..

Contenuto interessante? Consiglialo!

6 commenti su “Indiana Jones E Il Regno Del Teschio di Cristallo, la recensione in anteprima”

Feed dei commenti di questo post

Commenti

Nei blog del network di Screenweek.it i commenti sono aperti a chiunque desideri contribuire alla discussione. La redazione dei blog si riserva di rimuovere senza alcun preavviso e a suo insindacabile giudizio i commenti che siano illeciti, diffamatori e/o calunniosi, volgari, lesivi della privacy altrui, razzisti, classisti o comunque reprensibili e che contengano promozioni, pubblicità o dati personali. Saranno altresì moderati i commenti "off-topic", non correlati all’argomento principale del post, o comunque provocatori e tali da disturbare la discussione senza aggiungere nulla al dibattito in corso. Per maggiori informazioni leggi la Policy di Moderazione Commenti.

Consigli per lo shopping su Amazon