Un Bacio Romantico, la recensione in anteprima

Scritto il 18 marzo 2008 @ 16:59 da Gabriele Niola in

Per il primo film fuori da Hong Kong il regista di In The Mood For Love sfodera tutto il suo repertorio migliore innovando poco ma riuscendo comunque ad emozionare

bacio-locandina.jpgRegia: Wong Kar-wai
Cast: Norah Jones, Jude Law, David Strathairn, Natalie Portman, Rachel Weisz
Durata: 111 minuti
Anno: 2007

Tocca dire subito due cose: Wong Kar Wai nel campo “metropoli notturne e disperate con luci al neon” non ha rivali e dal primo film fatto fuori da Hong Kong non ci si può che aspettare un bignami di quello che sa fare.

Precisate queste cose e il fatto che alla fotografia non c’è il compagno di mille battaglie e mille successi Christopher Doyle (ma al montaggio invece il fido William Chang c’è), c’è da dire che Un Bacio Romantico è decisamente molto migliore di 2046, il che è un passo avanti.

Si tratta di cinema in puro stile Kar Wai: anime sole e perdute nelle città moderne, girato prevalentemente di notte e incentrato non sulle storie d’amore in sè ma sul loro prima e il loro dopo, personaggi che raccolgono i cocci di se stessi e vivono di speranze. Ma non è ripetizione, è reiterazione.

Come sempre nei suoi exploit migliori Wong Kar Wai riesce a prende dalle atmosfere pure del noir solo ciò che gli serve, tralasciando tutti gli ambiti malavitosi e più violenti e isolando il romanticismo della modernità. E il suo vero pregio è che riesce a fare tutto questo con le immagini più che con le parole.

Nessuno è stato capace di trovare l’estetica dell’empatia moderna e nessuno come lui ha individuato e fissato le aree di resistenza del vivere romanticamente nel mondo moderno. E in Un Bacio Romantico, benchè non ci sia la forza innovativa e poetica di Angeli Perduti o Hong Kong Express, ci sono comunque buonissime idee come quella dei personaggi visti di giorno e di notte con i loro rapporti che si ribaltano.

Certo il segmento incentrato sul personaggio di Natalie Portman è abbastanza lento e ammazza un po’ un ritmo che, come sempre, viaggia pericolosamente sul crinale della lentezza. Ma Wong Kar Wai riesce ancora a sfornare trovate di messa in scena davvero uniche, idee che sono l’unione di punti di osservazione poco ortodossi, viraggi su colori sparati, messa a fuoco parziale e una prospettiva diversa sulle solite cose.
Dai barattoli di ananas di Hong Kong Express alle torte di Un Bacio Romantico non ci passa molto, l’umanizzazione degli oggetti e delle cose è sempre la metafora della quotidiana piccola sofferenza di personaggi che sembrano costantemente soli e bisognosi d’affetto. Ed è sempre bellissimo.

Un’ultima nota per il titolo italiano. Il titolo originale ha una precisa economia nella trama e visto a posteriori è fenomenale per come aggiunge valore ad alcuni elementi (cioè le torte di mirtilli) e fa slittare il punto di vista sulla storia. Quello italiano allo stesso modo sottolinea un altro elemento importante del film (un bacio che avviene ad un certo punto) ma che è bello proprio perchè abilmente (ed è uno degli espedienti migliori) Wong Kar Wai lascia il dubbio sul fatto che sia realmente accaduto.
In due parole: il titolo italiano rovina quello originale arricchisce.

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