
Regia: Doug Liman
Cast: Hayden Christensen, Samuel L. Jackson, Diane Lane, Jamie Bell, Rachel Bilson
Durata: 88 min
Anno: 2008
Pompato da una campagna stampa basata molto sul fatto che il film è stato girato in parte in Italia e che per la prima volta da tantissimi anni ha ottenuto il permesso di girare delle scene dentro il Colosseo, cosa che non fu concessa nemmeno a Ridley Scott per Il Gladiatore, arriva Jumper.
La storia è quella di un ragazzo che prima scopre di avere il potere di teleportarsi, poi scopre che nel mondo ce ne sono altri come lui e infine che un gruppo di uomini cerca di farli fuori perchè sono contro natura. In mezzo una storia d’amore e un rapporto enigmatico con la madre.
La cosa fastidiosa non è il soggetto, in fondo è materia per un film medio che può avere i suoi momenti, la cosa fastidiosa è la riuscita finale e la pochissima cura nella realizzazione. Ovviamente non si parla delle maestranze, sempre ottime per ciò che arriva da Hollywood, ma della scrittura, dell’attenzione a creare personaggi che siano quantomeno affascinanti e intriganti.
C’è un tentativo di andare in questa direzione con il cattivo, interpretato da Samuel L. Jackson con capelli tinti di bianco, ma nemmeno il carisma del buon Sam riesce a rendere intrigante un personaggio che dovrebbe essere un’accusa dei grandi poteri religiosi che cercano di distruggere o comunque limitare ciò che non condividono e non comprendono e che invece è una piatta metafora che agisce per stereotipi.
Jumper è azione di serie B (inteso nel senso deteriore del termine) perchè si preoccupa di avere una messa in scena dinamica fatta di continue esplosioni di suono e movimenti rapidi di macchina (che in sè non sono un male) ma non bada poi a che tutto questo sia alimentato da un fascino nei personaggi o nelle situazioni. Non bada in sostanza a che l’idea di fondo sia applicata con intelligenza.
Nonostante il potere di teletrasportarsi sia un’ottima base per spunti divertenti e intriganti (le rapine in banca), poi tutto si perde dopo poco per la mancanza di altre idee, diventando una continua ripetizione dello stesso schema (vedi l’inseguimento tra i due amici/rivali). E più ci si avvicina al finale più l’evoluzione del carattere dei personaggi sfiora il ridicolo (vedi l’ultima espressione di Samuel L. Jackson o il deus ex machina del personaggio della madre) e più il montaggio si fa frenetico e poco comprensibile. Cosa imperdonabile ad un film d’azione.
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Nonostante avessi voglia di un film come Jumper…
Si ti danno particolarmente fastidio quando ti metti nell’atteggiamento mentale di volere solo intrattenitmento, che non gli chiedi molto ma loro lo stesso ti danno troppo poco. E’ fastidiosissimo.
Mah, non sono d’accordo, bisogna sempre vedere con quali aspettative vai a vedere il film. E in certi casi il crearsele troppo alte è un errore in chi se le crea. Io che non mi aspettavo molto, non essendo un’amante del genere, tutto sommato l’ho trovato un film piacevole. Senza troppe pretese, con i suoi difetti, ma piacevole.
… l’ho trovato un po’ un’occasione sprecata!
Si però io direi anche che esiste un’aspettativa minima. Per quanto possa aspettarmi poco ci sono delle cose che almeno un film deve fare…
ehhe, dai almeno no è stato noioso o troppo lungo
può bastare?
Non so se sia peggio un film noioso o uno che durante la sua durata ti indispone con questa frequenza…